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COVID contratto in Ospedale: quando la struttura ne risponde?

In questo annus horribilis ad aggravare la crisi sanitaria ci sono i numerosi casi di pazienti ricoverati in Ospedale per patologie diverse che hanno contratto il Covid in ambiente ospedaliero a causa delle carenze organizzative della struttura.

In questi casi si ravvisa una responsabilità dell’Ospedale per la mancata adozione delle precauzioni necessarie per scongiurare il rischio di contagio da COVID tra reparti.

La struttura sanitaria risponde infatti dei danni patiti dal paziente per le infezioni nosocomiali contratte durante la degenza, nel caso dipendano dall’inadeguatezza della struttura.

Il paziente, ricoverato per patologie diverse, che contrae il COVID in ospedale può quindi fare causa alla struttura che, per andare indenne da responsabilità, deve fornire una dimostrazione seria e rigorosa di aver fatto tutto il possibile per evitare l’insorgenza dell’infezione, provando di aver adottato ogni cautela e precauzione per mantenere costante un’ottima sanificazione della struttura, dei suoi locali ed ambienti, dei dispositivi sanitari e del personale addetto.

Si ritiene insufficiente la mera produzione di protocolli di sterilizzazione, senza la prova delle condotte concretamente tenute dall’ospedale per un’efficace opera di sanificazione.

In certi casi l’Ospedale è stato condannato poiché non ha provato di avere formato il personale medico o paramedico sui protocolli di sanificazione, allegando gli attestati di partecipazione a corsi in materia, né di aver compiuto controlli per verificare la corretta tenuta dello strumentario o il comportamento igienico da parte dell’équipe (utilizzo di strumenti sigillati, lavaggio delle mani). L’addebito di responsabilità sarà pacifico se risulta la mancata sterilizzazione da parte della struttura o l’inadeguato isolamento dei reparti COVID.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA in data 7.03.2021

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